venerdì 22 maggio 2015

Secondo anno di rifugiati in incognito, profughi o solo clandestini, oltre che di trafficanti di esseri umani. Nel luminoso e dorato spiazzo, ecco che donne con i fazzoletti in testa e vestiti svasati e scuri e uomini e ragazzi e bambini seguono qualche linea, un percorso in fila indiana, fino a sotto una bassa palma.

I trafficanti, o i loro intermediari, probabilmente sono dell'Africa subsahariana: gestiscono i loro movimenti una volta sbarcati, forse addirittura dal porto e non da una spiaggia, probabilmente non dalla playa. L'anno scorso seguivano la via Vittorio Emanuele, in una luminosa mattina di sole di giugno, tra le eleganti costruzioni secolari. Quest'anno i siriani aspettavano indicazioni da questi africani.
Ci sono inoltra afircani che gestiscono i movimenti dei connazionali nella penisola,attraverso gli autobus.

E tunisini, presumo, che appena entrata nel negozio dei biglietti non s'aspettavano la presenza di una donna, per giunta con la giacca a V che lasciava scoperto il décolletté dal quale s'indovinava una maglietta sul rosa fuxia e uno di loro, il più adulto, che mi ha guardato con aria di disapprovazione: non si saper essere entrata in quel negozio in cui c'erano così tanti clienti uomini, nonostante chi gestisce sia una donna, o per lo scollo a V: forse l'incontro dovrebbe fare ammorbidire le idee di costume che si hanno nel proprio paese; una volta si scandalizzano, ma la volta dopo no. E facciamo finta che da noi uomini,ma anche donne, che si "scandalizzano" non ce ne siano....